Petitverdò - Terre Siciliane I.G.T. - Poggio di Bortolone

Nel 1996 a seguito di una sperimentazione universitaria fu piantato del Petit verdot, Fin da subito il vigneto si rivelò capace di dare vini interessanti caratterizzati da una profonda e intensa colorazione rosso rubino,  al naso predominano note erbacee, mai spiacevoli che con l'invecchiamento sono affiancate da note di tabacco, caffè e cuoio. 

11,80€

029-160

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Caratteristiche

ProduttorePoggio di Bortolone
RegioneSicilia
ClassificazioneTerre Siciliane - I.G.T. - Indicazione Geografica Tipica
StileVino rosso fermo
UvaggioPetit Verdot
Annata2017
MaturazioneAffinamento in botti di acciaio inox per circa 12 mesi.
OdoreAl naso predominano note erbacee, mai spiacevoli che con l'invecchiamento sono affiancate da note di tabacco, caffè e cuoio.
SaporeBella rotondità in bocca, tannini potenti ma morbidi e vellutati, con una struttura elegante. Finale con sentori di pepe bianco e spezie.
AbbinamentiIn bocca rivela una potente componente tannica che ben lo fa sposare con formaggi molli e lo rende abbinamento d'eccezione per lo stinco di maiale al forno. Temperatura di servizio: 18-20°C
Gradazione14,5% vol.
Volume0,75l.

Altre Informazioni

L'Azienda Agricola Poggio di Bortolone è stata fondata dalla famiglia Cosenza alla fine del Settecento, subito dopo l'acquisizione del feudo. Da allora è sempre stata tramandata di padre in figlio. Oggi è Pierluigi, figlio di Ignazio, a gestire Poggio di Bortolone, innestando innovazione e tradizione.

Intorno al 1970 Ignazio Cosenza, padre dell'attuale proprietario, decide di dare un nuovo corso alla vita dell'azienda e inizia a imbottigliare i vini e l'olio extra vergine di oliva prodotti nella tenuta. Nasce così la moderna Azienda Agricola chiamata Poggio di Bortolone, dal nome dialettale siciliano Puoiu ri Burtuluni con cui veniva indicato il centro aziendale, che sin dalle origini sorge su una piccola collina.

Gli anni '80 vedono il pieno compimento del progetto. Nel 1982 viene imbottigliato la prima annata del Cerasuolo, Poggio di Bortolone, etichetta storica che raffigura U Puoiu con la villa padronale e le cantine. Nello stesso anno comincia la produzione del Contessa Costanza, cerasuolo di beva più facile rispetto al primo. Nel corso degli anni '80 vengono inoltre introdotte in cantina svariate innovazioni, tra le quali l'affiancamento di botti in acciaio inox a quelle tradizionali in legno di rovere e castagno. Il decennio si chiude con l'ingresso delle cantine Cosenza nei mercati internazionali.

Gli anni '90 sono un tripudio di nuove sperimentazioni, in vigna e in cantina. Vengono piantate uve Syrah, Cabernet sauvignon e Petit verdot, qualità quest'ultima consigliata dagli enti di ricerca e inserita come campo sperimentale. In cantina si provano e si ottengono nuove produzioni fino ai primi anni 2000: il Pigi nel 1998, il Petiverdò nel 2001 e l'Addamanera nel 2002. Si sperimenta inoltre l'uso delle Barriques per l'affinamento del cerasuolo, ottenendo già nel 1999 la prima annata di uno dei vini più rappresentativi dell'azienda: il Para Para.

Da allora è stato un crescendo di produzioni e riconoscimenti.

Oggi nella nuova e innovativa cantina, totalmente interrata e completata nel 2009, le più moderne attrezzature si coniugano a temperatura e umidità ottimali per il corretto affinamento dei vini.

Longevita - 10-15 anni.

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