Nuovo Chianti DOCG - Fattoria di Scannano - Rocca di Castagnoli Visualizza ingrandito

Chianti D.O.C.G. - Fattoria di Scannano - Rocca di Castagnoli

Dalle colline senesi, nella zona termale di Rapolano, un vino con carattere e tradizione che esalta frutto e fragranza.

7,40€

235-060

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Caratteristiche

ProduttoreRocca di Castagnoli
RegioneToscana
ClassificazioneChianti D.O.C.G.
StileVino rosso fermo
Uvaggio90% Sangiovese, 10% Ciliegiolo
Annata2017
MaturazioneMaturazione in botti di rovere per un periodo minimo di 4 mesi. Imbottigliamento e quindi affinamento in bottiglia per almeno 3 mesi
OdoreAl naso si presenta intenso e ricco di profumi fruttati e vinosi. Piacevole e bilanciata è la nota legnosa.
SaporeIn bocca è morbido con tannini vivaci e dolci. Il vino viene sottoposto a leggera filtrazione per preservarne la freschezza e fragranza.
AbbinamentiPrimi piatti con sughi di carne. Ribollita toscana. Secondi piatti di carni bianche e formaggi di media stagionatura. Temperatura di servizio 16° C.
Gradazione13,5% vol.
Volume0,75 l.

Altre Informazioni

Rocca di Castagnoli è un’antica fortezza Medievale da cui ha avuto origine la frazione di Castagnoli. Questo luogo è stato storicamente posseduto da numerose famiglie con blasone nobiliare, e tra queste i Tempi (il cui stemma rappresenta ancora l’azienda) e i Ricasoli.

L’azienda agricola vinicola, presente già del XVIII secolo, è sempre stata il centro economico del borgo e si è sempre distinta per la grande qualità produttiva come testimonia anche la visita, nel 1773, del Granduca Pietro Leopoldo che lodò l’ottima gestione, l’innovazione e la manutenzione con cui venivano condotti i terreni.

Nel 1924 Rocca di Castagnoli entra a far parte delle aziende agricole che danno vita al Consorzio del Vino del Chianti Classico.

Dal 1981 la famiglia si è insediata attuando importanti opere di reimpianto di vigneti e di ristrutturazione degli immobili, cantina e rocca medievale, raccogliendo il testimone delle precedenti storiche proprietà dando continuità alla qualità produttiva espressa nei secoli precedenti.

Il borgo di Castagnoli svetta dal cuore del Chianti Classico, su un colle che già gli Etruschi conoscevano molto bene, da lì domina la vallata circostante dall'alto di un poggio che riporta la mente a tempi remoti, circondato da boschi, vigneti ed olivi.

L’azienda si estende su circa 850 ettari di proprietà con profili altimetrici che vanno da 860 metri (colle di Monte Luco) a 380 metri. Gli ettari vitati sono 92, a prevalenza Sangiovese, uva base dei pregiatissimi vini toscani prodotti.

Nel 1981 sono stati effettuati importanti lavori di ristrutturazione alla Villa e alla Rocca con innovativi criteri di lavorazione nelle vigne e in cantina.

È stata creata una cantina di vinificazione, mentre le cantine della rocca medioevale sono state adibite all’invecchiamento in legno, la barricaia, costituita dai migliori legni di rovere francese, mirati all’ottenimento di vini di grande personalità, eleganza, complessità ed equilibrio da gustare nel tempo.

Vendemmia 2017

La vendemmia è iniziata il 28 agosto con lo chardonnay per il Molino delle Balze. Immediatamente dopo, si è iniziato con rosse già a fine agosto. Lo staff tecnico ha deciso di raccogliere immediatamente e precocemente gli appezzamenti più a rischio appassimento. Solo gli impianti più recenti o colpiti dai venti caldi, nelle zone più sassose. Si è preferito intervenire per preservare gli aromi di frutta rossa e contenere l’alcol potenziale. Le zona più vocate: Stielle, Poggio a’ Frati, Alberello sono state raccolte a metà settembre. In un’annata così particolare sono positivamente distinte le uve raccolte negli appezzamenti della zona Caciaie che non mostrano affatto i tratti distintivi del 2017. La scelta di raccogliere anticipatamente sembra ad oggi essere stata una scelta vincente: i vini hanno frutti rossi in abbondanza, buona acidità e tannicità. Ad eccezione di due partite, non si notano sentori di appassimento o frutta cotta o stramatura. Il sangiovese di Stielle è stato vinificato con un 40 % di uva non diraspata; nonostante l’andamento stagionale, il rapo è arrivato a maturazione perdendo la nota erbacea. Le principali selezioni di sangiovese sono state fermentate con lieviti indigeni ottenuti mediante un piccolo “pied de cuve” proveniente dai singoli appezzamenti e raccolto il giorno precedente. 
La raccolta è finita il 23 settembre.

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