Chardonnay - Schietto -Terre Siciliane IGP- Dei Principi di Spadafora Visualizza ingrandito

Schietto Chardonnay - Terre Siciliane I.G.P. - Dei Principi di Spadafora

Il Schietto Chardonnay del rinomato produttore di vino biologico Dei Principi di Spadafora è un vino giallo prodotto esclusivamente con uve Chardonnay coltivate nella zona collinare intorno a Monreale a sud-ovest di Palermo. È un vino strutturato, intenso e complesso, corposo con sentori di agrumi maturi. La fermentazione malolattica ha dato al vino la sua eleganza, insieme a sentori di vaniglia.

17,40€

015-050

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Caratteristiche

ProduttoreDei Principi di Spadafora
RegioneSicilia
ClassificazioneTerre Siciliane I.G.P.
StileVino bianco fermo
UvaggioChardonnay
Annata2012
Maturazione ll 30% affinato 3 mesi in barriques ed il resto in vasche di acciaio; poi un anno in bottiglia
OdoreAl naso intenso e complesso, di crosta di pane.
SaporeAl palato sentori di agrumi maturi, spezie. Sapore ricco, sapido.
AbbinamentiRisotti ai frutti di mare, crostacei grigliati, pesce e sushi. Temperatura di Servizio ~13°C
Gradazione14% vol.
Volume0,75 l.

Altre Informazioni

La nobile famiglia Spadafora produce vino da decenni, ma solo negli anni '90 la famiglia decise di iniziare l'imbottigliamento e la commercializzazione del vino prodotto nella tenuta, dove in precedenza il vino veniva venduto ai grossisti. Dopo lunghi test e degustazione dei vini prodotti, l'attuale proprietario Francesco Spadafora decise nel 1993 che la tenuta doveva produrre solo vino da uve coltivate nella sua terra. Oggi la cantina ha 95 ettari di vigneti intorno a Monreale, dove crescono sia uve autoctone che internazionali.

La vendemmia avviene in agosto, in tre diversi momenti, proprio perché questa uva è allevata su un lungo costone esposto a nord e quindi con periodi diversi di maturazione. La scelta di vendemmiarlo in tempi separati è data dal fatto che si cerca di integrare acidità e zuccheri diversi. La fermentazione avviene in vasche di cemento ed anche qui si aggiunge il mosto fresco al primo mosto già in fermentazione così da prolungare il processo di fermentazione.

Solo a fine fermentazione e dopo un travaso, una piccola parte, viene messa nelle piccole botti di rovere dove, spontaneamente, inizierà la seconda fermentazione, quella malolattica, cioè la trasformazione dell'acido malico in lattico che, in questo caso conferisce, insieme ad un elegante sentore di vaniglia, quella eleganza che contraddistingue questo vino. Il 30% del vino era invecchiato 3 mesi in botti di rovere e il resto in vasche di acciaio inox, dopo aver mescolato il vino riposato un anno nelle bottiglie.

Longevita 5-10 anni.

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